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Identità e destino PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Butò   

 

L'identità è il destino che abbiamo alle spalle. Nell'origine vi sono però alcune tracce essenziali dell'approdo: se si diventa ciò che si è, l'identità è già mezzo destino. L'altra metà volteggia nel libero dispiegarsi del mondo nel tempo. Ogni esistenza, ogni evento, ogni sguardo lasciano un'impronta che si fissa dove in realtà abitavano già dall'inizio. Il posto vacante non narrava un'assenza, ma un'attesa, cioè una potenza, una presenza non ancor visibile in atto.

 

Credo che, lungo l'esistenza di ognuno, sia possibile rintracciare l'evento sorgivo, un luogo ed un tempo nei quali l'identità iniziò a farsi destino.

Il 'punto di singolarità', volgendo lo sguardo al quale ogni successiva scelta, ogni tentativo, ogni disfatta potranno essere riletti ed incastonati nel quadro complessivo.

Io so che il mio istante isolato dal tempo - e forse per questo creatore di tempo, del tempo di una esistenza consapevole, di un Destino - avvenne.

Penso di avere avuto dieci anni o poco meno. Ricordo un sabato pomeriggio autunnale, i quaderni con i compiti appena terminati sul tavolo di un classico tinello anni Settanta, i palazzi parigini che dalla finestra si confondevano nel loro grigiore.

Silenzi. E una televisione accesa, sospetto per sconfiggere la noia.

Un programma di divulgazione scientifica, e un documentario che diverrà il capostipite indiscusso di tutta la produzione cinematografica in ambito scientifico-tecnologico.

 

In quel sabato pomeriggio autunnale sul finire degli anni Settanta, per me furono semplicemente i quindici minuti che cambiarono la mia vita.

Quindici minuti durante i quali la telecamera rendeva reale l'impensabile, o l'impossibile. Quindici minuti durante i quali l'occhio di chi guarda percorre la distanza che separa l'infinitamente piccolo di un nucleo atomico dall'infinitamente grande delle galassie più lontane. E in mezzo, incastonato tra questi due abissi, l'Uomo. Dal quale ogni volta ripartire.

Adesso so che, in quel pomeriggio dal quale la noia era ormai stata bandita, io decisi che avrei tentato di trascorrere la mia vita a cercare il modo di abbracciare entrambi i 'capi della storia': fissando lo sguardo ovunque, studiando, inseguendo con passione il reale, e non dichiarandomi mai stanca del ricercare. Avevo scoperto che 'là fuori' vi era troppa Bellezza per poter credere di vivere dimenticandosi che essa attendeva me come chiunque altro. Si trattava forse di arretrare o riposizionare la categoria dell'impossibile...

E anche un'altra cosa decisi, quel giorno. Che, mentre avrei studiato e fissato e abbracciato il dettaglio e l'insieme, avrei anche condiviso con altri ciò che man mano andavo scoprendo. Perché le più grandi scoperte generano un solo desiderio: quello di non rimanere soli ad ammirarle. E quindi, 'dopo molto cercare', sono diventata anche insegnante...

Davanti ad un blocco di marmo, poi, l'identità si fece più netta. Davanti alla statua di Polimnia, che si trova in una sala della Centrale Montemartini, a Roma.

Polimnia, secondo gli Inni orfici, è la musa del racconto. Nella statua - che risale al secondo secolo dopo Cristo - essa viene rappresentata assorta, lo sguardo rapito verso un 'oltre' che la affascina e la attrae, e tuttavia serena. Quell'oltre, quell'orizzonte che Polimnia sa irraggiungibile, non è fonte di scoramento, non è visto quale beffa; e infatti lei sorride: il limite è ciò che le dà sostanza e non ciò che gliene toglie.

 

Questo luogo nel quale insieme, adesso, io e te ci troviamo, vuole essere in partenza una dedica a ciò che è, a ciò che sfugge ma continua ad esistere, a ciò che pare invisibile e senza senso finché non lo si guardi con occhi diversi, o semplicemente da un punto di vista diverso. Una dedica alla Storia universale di questo 'ciò che è', ma anche e soprattutto alle storie particolari, ai dettagli, alle storie di ognuno, che di quell'universale si fanno specchio e riassunto.

 

(A tutti i miei studenti, quel documentario l'ho sempre fatto vedere. E ogni volta mi commuovevo... E' qui.)